Tra rialzi dei tassi e crisi del gas, i mercati si scoprono più fragili al rientro dalle vacanze. Attese risposte da Jackson Hole

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MILANO – Il difficile equilibrio tra la necessità di fare i pompieri dell’inflazione e il timore di scatenare un rallentamento dell’economia verso la recessione continua ad assillare le banche centrali. E, a seconda che il vento tiri da una parte o dall’altra, ne vengono influenzati di conseguenza i mercati finanziari.

Si è visto nell’ultima settimana, la prima in negativo dopo un recupero che era durato per quattro ottave. In parte, ha notato Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte, si è esaurito il movimento di chiusura delle posizioni short. Ovvero le scommesse ai ribasso che alcuni grandi fondi (come Bridgewater) avevano piazzato sull’andmamento dei mercati, che hanno centrato il loro obiettivo. Una volta che gli indici sono scesi, queste posizioni son state ricoperte e quindi si è generato un movimento al rialzo. Ora torna ad esser tutto più incerto.

Innanzitutto, pesa la domanda su cosa faranno le Banche centrali. I commenti da “falco” del membro del board della Fed, James Bullard, hanno contribuito a sminare l’ottimismo dei trader che ormai contavano su un rallentamento della stretta monetaria. Ieri anche in Europa si sono registrate parole in tal senso. Le ha dette in una intervista rilasciata al quotidiano Rheinische Post il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, che si è professato favorevole a nuovi innalzamenti dei tassi di interesse da parte della Bce. “Vista l’alta inflazione, ulteriori aumenti dei tassi di interesse dovranno seguire” ha spiegato, senza fornire però ulteriori dettagli sull’entità di tali aumenti visto che “i mesi passati ci hanno dimostrato che dobbiamo decidere sulla politica monetaria riunione per riunione”. E questa sua convinzione è stata confermata nonostante l’ammissione che “se la crisi energetica peggiora – ha poi aggiunto – sembra probabile una recessione il prossimo inverno”.

Anche alla luce di queste discussioni è assai atteso in settimana il simposio di Jackson Hole, appuntamento cruciale per la ripresa delle attività dei banchieri centrali. In particolare, è atteso, per venerdì 26, l’intervento del numero uno della Fed, Jerome Powell, dal quale potrebbero emergere indicazioni sull’entità del rialzo dei tassi previsto per settembre, che al momento oscilla tra il mezzo punto e lo 0,75%. Attenzione poi alle indicazioni su come la Fed vorrà maneggiare il taglio al bilancio. Ma si guarda anche ai verbali della Bce, in arrivo.

C’è poi da dire che al rientro dalle vacanze molti europei troveranno un’economia più fragile di come l’hanno lasciata e allora gli indici Pmi, che anticipano l’andamento economico attraverso i giudizi dei direttori agli acquisti delle aziende, saranno al centro dell’attenzione degli investitori la prossima settimana. Occhi puntati, poi, sull’andamento del gas: dopo l’annuncio della nuova chiusura del condotto Nord Stream 1 da parte di Gazprom, è scattato subito il panico sul mercato energetico.
All’hub olandese di riferimento Ttf il prezzo è schizzato, venerdì, a un nuovo record a 261 euro per megawattora per poi ripiegare, a fine contrattazioni, a 244,5 euro.

In Italia il Meeting di Rimini sarà il palcoscenico di una campagna elettorale a cui si guarda con qualche apprensione, come dimostra l’allargamento dello spread Btp-Bund.

Ecco l’agenda Ansa per la settimana:
LUNEDI’ 22 pochi dati macro e non particolarmente significativi. Su tutti l’inflazione di Hong Kong e la decisione sui tassi in Israele. Ad Amsterdam riprendono a trattare i future sul metano, che sconteranno la decisione di Gazprom di chiudere per tre giorni per manutenzione il Nord Stream.

MARTEDI’ 23 i leader dei principali partiti italiani si confronteranno al Meeting di Rimini. Sul fronte macro sono attesi gli indici pmi dei servizi e della manifattura di Francia, Germania, Eurozona, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti, che ad agosto dovrebbero segnalare un ulteriore rallentamento dell’attività economica. Dagli Usa arriverà anche l’indice manifatturiero della Fed di Richmond e il dato sulle vendite di case nuove. Alla Bocconi prenderà la parola il componente della Bce Fabio Panetta.

MERCOLEDI’ 24 sono in agenda i dati sulle vendite di case esistenti e sulle scorte di greggio Usa. A Rimini interverrà il premier Mario Draghi. Negli Usa discorso del componente non votante della Fed, Neel Kashkari.

GIOVEDI’ 24 si apre il forum di Jackson Hole mentre i verbali della Bce faranno luce sulle discussioni interne al board dello scorso luglio. La lettura finale del pil del secondo trimestre dovrebbe confermare una crescita zero in Germania e un calo dello 0,9% del prodotto interno lordo Usa. Da Berlino arriverà anche l’indice Ifo mentre da New York i dati sui sussidi di disoccupazione.

VENERDI’ occhi puntati sull’intervento di Jerome Powell a Jackson Hole. Dall’Italia sono attesi gli indicatori di fiducia mentre il grosso dei dati macro arriverà dagli Usa: bilancia commerciale, spesa e reddito delle famiglie, indice di fiducia dell’Università del Michigan.

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