L’addio del Salone di Ginevra. Meglio il Qatar. Ecco perchè

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ROMA – Salta anche la prossima edizione del Salone di Ginevra, inizialmente prevista per febbraio 2023. Si tratta del quarto annullamento consecutivo, compreso il rocambolesco stop dell’edizione 2020, quella in pieno Covid, quando gli organizzatori decisero di bloccrare la manifestazione proprio alla vigilia dell’inaugurazione. Da quel momento in poi è cambiato tutto. La crisi ha colpito in modo devastante il sistema automotive, penalizzando vendite e fatturati delle case. Catapultando l’Europa dentro un nuovo e difficilissimo capitolo. Fatto di strategie diverse, ristrutturazioni e cambiamenti per affrontare la transizione energetica che porterà il vecchio continente nel 2035 al divieto di vendite di vetture con motore termico.

Naturalmente a farne le spese sono stati anche i Saloni dell’auto. Manifestazioni che spesso (quasi sempre) non sono riuscite a reiventarsi. Non hanno saputo o voluto cambiare più di tanto. Mantenendo, soprattutto, altissimi i costi per la partecipazione a fronte di un ritorno in termini di immagine notevomente ridotto, complice Internet e la digitalizzazione.

Il risultato è davanti agli occhi di tutti. In Europa, uno alla volta, i grandi Saloni sono stati fortemente ridimensionati oppure sono caduti come birilli. Tra questi è finita anche l’Expo di Ginevra, l’unico l’appuntamento davvero internazionale perchè in zona neutra (e molto ricca) su cui tutti avrebbero scommesso per una vita “quasi eterna”. Il salotto buono dell’auto, quello che dal 1905, anno della prima edizione, fino al 2020 ha visto passare il meglio della produzione automobilistica mondiale, ha dovuto alzare “bandiera bianca”. E così il luogo dove l’industria dell’auto ha costruito anno dopo anno il proprio futuro attraverso concept avveniristici, accordi industriali e scelte visionarie, ha chiuso i battenti.

Maurice Turrettini 

Una fine certificata da Maurice Turrettini, Presidente della fondazione Comitè permanent du Salon international de l’automobile de Genève”.: “A causa delle incertezze dell’economia globale e della geopolitica, nonchè dei rischi legati allo sviluppo della pandemia, gli organizzatori hanno deciso di concentrarsi esclusivamente sulla pianificazione dell’evento di Doha nel 2023”.

Il piano originale, infatti, era di organizzare l’evento 2023 in due edizioni, la prima dal 14 al 19 febbraio 2023 al Palexpo di Ginevra e la seconda – in anteprima mondiale – a novembre a Doha, in Qatar. “Abbiamo fatto tutto il possibile per assicurarci di poter ospitare il Salone a Ginevra a febbraio. Il formato dell’evento e il progetto migliorati sono stati accolti molto bene. Ma alla fine, i rischi hanno prevalso sulle opportunità”, specifica Turrettini. E dunque stavolta, purtroppo, dobbiamo davvero dire “addio Ginevra”.

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